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Osogna
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mwfaOsogna (in mwfqtedesco mwfgUsonien, desuetocite-ref-dss-2-0[2], in mwgwdialetto ticinese mwhaOsögnacite-ref-ref-a-3-0[3]) è una mwiqfrazione di mwig1 069 abitanti del mwiwcomune svizzero di mwjaRiviera, nel mwjqCanton Ticino (mwjgdistretto di Riviera).
Contents
• Storia
• Società
• Note
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Geografia fisica
Osogna è a mwlw15 km a nord di mwmaBellinzona e a mwmq5 km a sud di mwmgBiasca, sulla sponda sinistra del mwmwfiume Ticino. La cima più alta è il mwnaTorrone Alto (2mwnq 952mwng mmwnw s.l.m.).
Il torrente Nala divide in due il borgo; il torrente Boggera segna il confine con la frazione di Cresciano. Le rocce della regione sono lo gneiss e il granito. La vegetazione è costituita castagni, faggi e altre latifoglie fino a 900mwoq mmwog s.l.m. e in seguito da conifere (abete, larice) fino a 2mwow 000mwpa mmwpq s.l.m.cite-ref-4[4] Il Ticino allagava sovente i prati e i campi del piano. Ancora oggi, malgrado i ripari, capita che alcune zone vengano allagatecite-ref-5[5].
Storia
XIII-XVIII secolo
L'agricoltura era l'attività principale della popolazione: castagne, vigneti (nella corrispondenza tra il duca di Milano e Giovanni Molo, vicario di mwuaClaro e Osogna, nel 1459 tale Giacomo da Cornon voleva costringere il comune a ricostruire il muro della sua vigna, indebitamente abbattuto), grano (i covoni di grano erano battuti e messi a seccare sulla rascana, struttura in legno simile a una scala a pioli, nella zona chiamata appunto Rascana) e segale.
Nella valle di Osogna c'erano molti animali selvatici: l'ultimo orso è stato ucciso da Giuseppe Mattei nel 1811. Il cantone versava 50 lire di Milano per ogni orso ucciso (bisognava consegnare la zampa destra)cite-ref-6[6].
Un regolamento della vicinanza di Osogna del 1410 precisava che se una famiglia aveva più di dieci capre doveva pagare una mwvwdecima (un capretto buono). Nell'assemblea dei vicini del 3 agosto 1448 si decise la locazione di un edificio per una segheria: i presenti erano designati solo con il nome. Il godimento dei pascoli durante l'estate era diviso fra le famiglie patrizie. Questa attività agricola tipica delle regioni alpine (transumanza statica: si cominciava a salire sui primi monti per terminare sui pascoli a 2mwwa 000mwwq mmwwg s.l.m. alla fine dell'estate) fu abbandonata nel 1950.cite-ref-7[7]cite-ref-8[8]
Osogna fu il capoluogo del mwzabaliaggio di Riviera dal 1573 al 1798 e del mwzqdistretto di Riviera dal 1803cite-ref-dss-2-2[2]. Il mwagbalivo o landfogto rappresentava il potere dei tre cantoni sovrani (mwawUri, mwbaSvitto e mwbqUntervaldo) e amministrava la giustizia; le esecuzioni capitali avevano luogo alla "Giustizia" fra Biasca e Osogna (ad esempio quelle comminate a assassini, stregoni, eretici e streghe).cite-ref-ref-a-3-1[3]
XIX-XXI secolo
Il villaggio era un luogo di passaggio sulla strada del mwdapasso del San Gottardo; alcune osterie si occupavano dei passeggeri e dei cavalli che si fermavano per la notte. L'apertura della mwdqferrovia del Gottardo (nel 1882) permise a diversi abitanti di lavorare come operai per la manutenzione della linea, meccanici alle officine di mwdgBiasca e mwdwBellinzona o ferrovieri sui treni. L'emigrazione verso gli mweaStati Uniti e l'mweqAmerica Latina fu molto forte dal XIX secolo e fino alla mwegseconda guerra mondiale. Dopo la mwewprima guerra mondiale, la scuola elementare di Osogna fu conosciuta nel Cantone e all'estero poiché la maestra Giovannina Mattei-Alberti praticava il mwfqmetodo Montessori.cite-ref-9[9]
L'estrazione del mwgwgranito si sviluppò dalla fine del XIX secolocite-ref-dss-2-3[2], con l'apertura della ferrovia del Gottardo; nel 1899 lavoravano 1mwia 500 operai nelle cave di Osogna: era una delle principali industrie ticinesi, molto dipendente dall'attività edilizia. Nel 1908 la produzione era già diminuita di metà e la concorrenza del mwiqcalcestruzzo armato diventava sempre più forte. Gli operai provenivano dall'mwigItalia e la mwiwsilicosi era una malattia professionale tipica per gli scalpellini. Gli scioperi per ottenere delle migliori condizioni di lavoro e di salario erano frequenti. Le ultime cave furono attive fino al 1960; oggi, le cave ancora aperte si trovano a mwjaCresciano.cite-ref-10[10]
Monumenti e luoghi d'interesse
• mwpwChiesa parrocchiale dei Santi Felino e Gratiniano, attestata dal XIII secolocite-ref-dss-2-4[2];
• mwrqChiesa della Santa Pietà, eretta nel XVI secolocite-ref-dss-2-5[2];
• mwswChiesa di Santa Maria del Castello, eretta nel XVIII secolocite-ref-dss-2-6[2];
• mwuqRifugio d'Örz;
• Pozzo.
Società
Evoluzione demografica
L'evoluzione demografica è riportata nella seguente tabellacite-ref-dss-2-7[2]:
Abitanti censiticite-ref-12[12]
Amministrazione
Ogni famiglia originaria del luogo fa parte del cosiddetto mwywcomune patriziale e ha la responsabilità della manutenzione di ogni bene ricadente all'interno dei confini della frazione. Il patriziato di Osogna possiede tutta la zona montana, in particolare i boschi e i pascoli della valle di Osogna, e risale alla vicinia del Medioevocite-ref-13[13].
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Note
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. Osognesi
cite-note-dss-22. ↑ citerefdssi2253Giuseppe Chiesi, mw6amw6qOsogna, in mw6gmw6wDizionario storico della Svizzera, 5 aprile 2017. mw7aURL consultato il 27 novembre 2017.
cite-note-ref-a-33. ↑ Tarcisio Pellanda et alii, Osogna, Archivio di Stato, Bellinzona, 2010
cite-note-44. ↑ Flavio Marelli, L'economia forestale ticinese nella realtà socio-economica cantonale, Revue Ingénieurs et architectes suisses, 103, 1983
cite-note-55. ↑ mw-amw-qmw-gZP 5 Zona con rischio d’inondazione in località Cogn, su mw-wcomuneriviera.ch.
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cite-note-99. ↑ Harold Baumann, 1907-2007: Hundert Jahre Montessori-Pädagogik, Haupt, 2007
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cite-note-1111. ↑ mwaramwaremwariNotifiche di mutazioni, su mwarmagvchapp.bfs.admin.ch. mwarqURL consultato il 13 agosto 2025.
cite-note-1212. ↑ Dizionario storico della Svizzera
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Bibliografia
• citerefrahnJohann Rudolf Rahn, I monumenti artistici del medio evo nel Cantone Ticino, traduzione di Eligio Pometta, Bellinzona, Tipo-Litografia di Carlo Salvioni, 1894. p.mwar4 245-246.
• Eligio Pometta, mwasaIl Comune libero di Osogna nel 1400, in Bollettino storico della Svizzera Italiana, 1935, 82-85.
• Diego Malaguerra, mwasiAssociazioni padronali e sindacati operai nell'industria del granito ticinese, Pedrazzini, 1958.
• mwasqVirgilio Gilardoni, mwasuIl Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino, La Vesconta, Casagrande S.A., Bellinzona 1967, 42, 301, 323, 471-472.
• Aldo Pedraita, mwascGli ultimi animali feroci del Cantone Ticino, Il Nostro Paese, marzo 1969.
• Agostino Robertini et alii, mwaskOsogna, in Il Comune, Edizioni Giornale del popolo, Lugano 1978, 282-292.
• Bernhard Anderes, mwassGuida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 37-39.
• Giorgio Cheda, mwas0L'emigrazione ticinese in California, Armando Dadò, Locarno 1981.
• Vittorio F. Raschèr (a cura di), mwas8Materiali e documenti ticinesi, Serie II (Riviera), Casagrande, Bellinzona 1993.
• Luciano Moroni Stampa, Giuseppe Chiesi, mwateTicino ducale, Bellinzona, 1994.
• Flavio Maggi, mwatmPatriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
• Marzio Barelli, mwatuLupi, orsi, linci e aquile, JAM Edizioni, Prosito, 2005.
• AA.VV., mwatcGuida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 28, 65, 69-70.
• Harold Baumann, mwatk1907-2007: Hundert Jahre Montessori-Pädagogik, Haupt, 2007.
• Marina Bernasconi Reusser, mwatsMonumenti storici e documenti d'archivio. I «Materiali e Documenti Ticinesi» (MDT) quali fonti per la storia e le ricerche sull'architettura e l'arte medievale delle Tre Valli, in Archivio Storico Ticinese, seconda serie, 148, Casagrande, Bellinzona 2010, 207, 220, 241.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
• mwauaSito istituzionale del comune di Riviera, su comuneriviera.ch. URL consultato il 27 novembre 2017.
• mwauiGiuseppe Chiesi, Osogna, in Dizionario storico della Svizzera, 5 aprile 2017. URL consultato il 27 novembre 2017.
• mwauqUfficio di statistica del Canton Ticino: Osogna, su www3.ti.ch.
• mwauyPatriziato di Osogna, su patriziatodiosogna.ch. URL consultato il 27 novembre 2017.